Calvizie, alopecia, alopecia androgenetica: qual è la differenza?

Quando si inizia a notare un diradamento dei capelli, i termini “calvizie,” “alopecia,” e “alopecia androgenetica” vengono spesso usati in modo intercambiabile. Sebbene siano tutti correlati alla perdita di capelli, indicano condizioni diverse con cause e trattamenti specifici. Comprendere la distinzione tra questi termini è il primo passo per affrontare il problema in modo efficace e scegliere la soluzione più adatta.

Calvizie: un termine generico

La calvizie, o più propriamente “alopecia” nel linguaggio medico, è un termine generico che si riferisce a una condizione di perdita o assenza di capelli, sia totale che parziale. Non è una malattia in sé, ma la manifestazione di un processo patologico o fisiologico. Può colpire sia gli uomini che le donne e manifestarsi in diverse forme e stadi, dal semplice diradamento all’assenza completa di capelli in alcune aree del cuoio capelluto. La calvizie può essere il risultato di vari fattori, tra cui genetica, squilibri ormonali, malattie, stress, carenze nutrizionali o traumi.

Alopecia: un termine medico per la perdita di capelli

Alopecia è il termine medico che identifica la perdita di capelli e si presenta in molteplici forme, ognuna con cause e meccanismi d’azione specifici. Ad esempio, l’alopecia areata è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca erroneamente i follicoli piliferi, causando la caduta dei capelli a chiazze. L’alopecia da trazione, invece, è causata dalla tensione meccanica e prolungata sui capelli, tipica di acconciature come trecce strette o code di cavallo. L’alopecia cicatriziale è un gruppo di malattie in cui il follicolo pilifero viene distrutto e sostituito da tessuto cicatriziale, rendendo la ricrescita impossibile. Pertanto, alopecia è una parola ombrello che include una vasta gamma di condizioni.

Alopecia androgenetica: la forma più comune

Tra tutte le forme di perdita di capelli, l’alopecia androgenetica (https://www.pallaoro.it/alopecia-androgenetica.html) è di gran lunga la più diffusa, rappresentando circa il 95% dei casi di calvizie. Spesso definita calvizie comune, è una condizione ereditaria che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Il nome stesso fornisce indizi sulle sue cause: “andro-” si riferisce agli ormoni androgeni (come il testosterone) e “-genetica” alla predisposizione genetica. Questa forma di alopecia è causata da una combinazione di fattori genetici e ormonali.

Il meccanismo principale alla base dell’alopecia androgenetica è la sensibilità dei follicoli piliferi al diidrotestosterone (DHT), un potente metabolita del testosterone. Nelle persone geneticamente predisposte, il DHT si lega ai recettori dei follicoli piliferi, un processo che ne provoca il progressivo rimpicciolimento (miniaturizzazione). I follicoli miniaturizzati producono capelli sempre più sottili, corti e deboli, fino a smettere del tutto di produrli.

Come si manifesta l’alopecia androgenetica?

Negli uomini, l’alopecia androgenetica si manifesta tipicamente con un arretramento dell’attaccatura dei capelli a livello delle tempie (le cosiddette “stempiature”) e un diradamento nella zona del vertice (la “chierica”). Questo schema è classificato secondo la scala di Hamilton-Norwood. Nelle donne, l’alopecia androgenetica è meno comune e si presenta in modo diverso. Il diradamento è solitamente diffuso su tutto il cuoio capelluto, in particolare nella parte superiore della testa, e la linea frontale dei capelli tende a rimanere intatta. Questo modello è descritto dalla scala di Ludwig.

Trattamenti e soluzioni

Comprendere la distinzione è fondamentale per scegliere il trattamento più efficace. Per l’alopecia androgenetica, i trattamenti mirano a contrastare l’azione del DHT o a stimolare la crescita dei capelli. Farmaci come la Finasteride agiscono bloccando la conversione del testosterone in DHT, mentre il Minoxidil favorisce la circolazione sanguigna e prolunga la fase di crescita del capello. Il trapianto di capelli (con tecniche come la FUE o la FUT) è una soluzione chirurgica e permanente per ripristinare la densità nelle aree colpite.

Per altre forme di alopecia, i trattamenti sono diversi. L’alopecia areata, essendo autoimmune, viene spesso trattata con corticosteroidi. Per l’alopecia da trazione, la soluzione consiste nel cambiare acconciatura per eliminare lo stress sui follicoli.

Se si sospetta una perdita di capelli, la cosa migliore da fare è consultare un medico specializzato in tricologia o dermatologia. Solo un professionista può diagnosticare con precisione la causa della perdita e consigliare il percorso terapeutico più adeguato.

In sintesi, calvizie è un termine generico, alopecia è il termine medico per la perdita di capelli, e alopecia androgenetica è la forma più comune di calvizie, geneticamente determinata e legata all’azione del DHT. Nonostante i termini siano simili, le loro differenze sono cruciali per la corretta gestione e trattamento della condizione.